Il valore della donna.
El valor de la mujer.
The women’s value.
Romeo Lucioni
Il “valore della donna” non é mai stato riconosciuto e studiato compiutamente e, anche se prendiamo in considerazione i contributi più nuovi, é stato del tutto minimizzato e mai considerato nel suo completo spessore.
Ancor oggi, con il beneplacito dei cosiddetti “saggi” o dei filosofi razionalisti, il valore della donna viene considerato nell’ambito emotivo o emotivo-affettivo e, di conseguenza, quasi minimizzato ed emarginato, proprio perché purtroppo nella cultura continua a dominare la concezione della Grecia classica e dell’illuminismo europeo e cartesiano per i quali l’uomo è in sé “umano” non per le sue caratteristiche timologico-relazionali, ma esclusivamente per le sue capacità analitico-deduttive o per la “profondità del suo pensiero”.
Con tutto questo però, gli studiosi che hanno centrato la ricerca sull’uomo su una concezione globale ed olistica, hanno anche strutturato lo studio della coscienza e dell’intelligenza partendo dalle basi psicodinamiche della timologia e da quelle neuroscientifiche che riconoscono l’essenzialità di una concezione triadica della mente, basata cioè sul sistema emotivo, quello affettivo e quello cognitivo-razionale.
Questi studi hanno portato a rivisitare tutto lo scibile legato alle dinamiche psico-mentali, affettive e cognitive, tracciando un profilo decisamente nuovo e profondamente innovatore sul ruolo della donna nell’ambito della società, dello sviluppo della mente e dell’intelligenza, arrivando a profilare un ruolo determinante della figura femminile non solo nell’ambito socio-economico della attualità, ma specificamente e fondamentalmente nello sviluppo di quelle caratteristiche neuro-psichiche, neuro-anatomiche, psicologiche, psicoanalitiche e neuroscientifiche che portano l’uomo a caratterizzarsi come “la Creatura predestinata, per le sue caratteristiche intrinseche, ad essere l’amo, protettore e signore, di tutta la Natura, sempre adeguato alle necessità che la sua stessa capacità mentale, cognitiva e creativa, gli richiedono nell’ambito dello “sfrenato sviluppo” scientifico, tecnologico ed applicativo.
Lo studio antropologico, psicologico e psicoanalitico, nei suoi contributi più nuovi e nella sua funzione più innovativa ed evolutiva, sta portando a chiarire il “valore della donna” non solo nella società, ma come fulcro insostituibile per la crescita mentale, creativa ed immaginaria dell’Homo-Sapiens-Sapiens e, quindi, di ognuno di Noi.
lunedì 15 dicembre 2008
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